
L'utero, che è in un certo senso la nostra prima casa, all'origine non è più grande di una pera, la cui cavità non supera i 4 mL… quindi come si organizza per ospitare un essere di diversi chili in sole poche settimane? L'organismo della futura madre cambia enormemente nel corso dei 9 mesi di gravidanza e oggi analizziamo tutto questo!
La tavola corrispondente
Tavola anatomica della donna incinta
Tutto questo articolo racconta come l'utero sposti i suoi vicini nel corso della gravidanza. La tavola li mostra insieme, in un'unica immagine: utero, feto e placenta, vescica, intestini e colonna vertebrale. Disegnata a mano da Axel Devillard, stampata in Francia, in due carnagioni e due formati.
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Lo sviluppo uterino durante la gravidanza
Durante il primo trimestre, il fondo uterino supera progressivamente la sinfisi pubica e diventa quindi possibilmente palpabile.
Raggiunge l’ombelico a circa 4 mesi e mezzo di gravidanza quando l'utero misura circa 18 cm di altezza. Arriverà poi a 32 cm al termine!
Ma questo sviluppo non avviene solo in altezza, l’utero gravido si allarga progressivamente da 8 a 23 cm alla fine della gravidanza.
Per darvi un'idea, il feto passa dalle dimensioni di una prugna alla fine del 1° trimestre a quelle di una melanzana alla fine del secondo e infine a quelle di un'anguria poco prima della nascita! L’utero peserà allora in media 1 kg e avrà ormai 4-5L di capacità all'interno della sua cavità.

I legamenti uterini durante la gravidanza
I legamenti principali che permettono l'importante ripienezza uterina sono i legamenti rotondi e i legamenti utero-sacrali.
- I legamenti rotondi si ipertrofizzano fin dal 2° trimestre moltiplicando per 3 o 4 la loro dimensione (in lunghezza e larghezza), misurano allora più di 10 cm e possono sopportare fino a 40 kg di trazione !
Poiché la loro direzione è quasi verticale, possono essere spesso percepiti mediante palpazione.
- I legamenti utero-sacrali seguono lo stesso processo di ispessimento ma la trazione delle loro inserzioni avrà un impatto diverso: questo rende il cavo di Douglas più profondo.
È inoltre da notare che l'arteria uterina si allunga, srotola le sue spire (è a fisarmonica in attesa della gestazione per permettere la ripienezza... intelligente, vero?) e aumenta così anche lei di 3 o 4 volte la sua lunghezza!
Evoluzione dei rapporti anatomici uterini nella donna incinta
Data la sua crescita, appare evidente che i rapporti anatomici dell’utero si modifichino man mano che la gravidanza avanza: in parole povere, cambia vicini.
Al termine, è in rapporto:
- Anteriormente con la parete addominale anteriore che si ritrova assottigliata dall'allungamento che ciò le impone: la linea bianca si allarga particolarmente nella regione ombelicale.
- Posteriormente, l’utero è in contatto con la colonna vertebrale lombare in particolare, nonché con i muscoli grande psoas.
- Superiormente, è in contatto con il colon trasverso, sfiora il margine inferiore del fegato e della cistifellea. Ciò costringe quindi le tube di Falloppio, i legamenti rotondi e propri dell'ovaio a dispiegarsi.
- Lateralmente l'utero si fa spazio sotto, ma anche davanti al colon. Il cieco risale al di sopra della cresta iliaca per esempio (mentre normalmente è alloggiato all'interno della fossa iliaca). In breve, l’integralità delle anse del tenue e del colon tendono a spostarsi lateralmente e posteriormente per lasciare spazio al futuro bambino.

Il collo dell’utero gravido
Il collo dell'utero è la parte la cui apertura progressiva permetterà la nascita del bambino.
Il tappo mucoso denso lo chiude e permette di proteggerlo rendendo l’utero "impermeabile".
È essenzialmente durante la fase del travaglio che si modifica (si ammorbidisce) e si dilata sotto l’effetto delle contrazioni uterine e dell’impregnazione ormonale della futura madre.
La formazione del cordone ombelicale
Il cordone ombelicale si costituisce a partire da precise strutture embrionali tra il 1° e il 2° mese di gravidanza.
Quest’ultimo, una volta formato, continua poi ad allungarsi e forma delle sinuosità nella cavità amniotica. Opta quindi per la stessa strategia dell'arteria uterina 😉
La sua lunghezza normale è di 50-60 cm per un diametro di 1,5 cm. Può essere troppo corto, ma è raro, oppure troppo lungo e può quindi avvolgersi attorno al collo o alle spalle del feto. Ciò rappresenta in particolare delle complicazioni ostetriche al momento della nascita del bambino.
Questo cordone ombelicale è costituito da due arterie e una vena che gli permettono di assicurare la circolazione feto-placentare. Trasmette quindi, tra le altre cose, i vari nutrienti necessari alla crescita del futuro bambino e lo libera anche dai suoi rifiuti.
Lo sviluppo della placenta
Durante il suo sviluppo, la placenta emette fini proiezioni sanguigne all'interno della parete uterina e costruisce quindi una struttura simile a quella di un albero.
La placenta trae le sue origini durante lo sviluppo embrionale, ma è completamente formata solo nel corso del secondo trimestre e continua poi a evolversi per tutta la gravidanza. Permette quindi di aumentare considerevolmente la superficie di scambio tra la madre e il bambino, che è sempre più esigente nelle sue richieste metaboliche. Arriverà a pesare fino a 500 grammi alla nascita.
L'eccezione della negazione di gravidanza
Il corpo della donna, ignorando di essere incinta, riesce a camuffare completamente la gravidanza e tutti i cambiamenti che abbiamo appena elencato.
Il ventre di queste donne è completamente piatto fino al momento della consapevolezza, che le arrotonda in poche ore.
Ciò è permesso dalla guaina potentissima costituita dai muscoli retti dell'addome. L’utero è certamente sempre più pesante e voluminoso, ma si trova addossato in avanti contro un vero muro muscolare contro il quale gli è impossibile inclinarsi in avanti. Può quindi servirsi solo dello spazio situato al di sopra di lui, spingendo ulteriormente verso l'alto le anse del tenue per svilupparsi.
Fonti
- Petit bassin et périnée : organes génitaux - Tome 2 (1995), P.Kamina
- Manuel de psychologie clinique de la périnatalité, S.Missonnier (2021)
- Stades du développement du fœtus, Raul Artal-Mittelmark (2021)